favole di Esopo

esopus

Esopo

E’ un autore greco che visse nel VI sec d.C.

Si sa poco della sua vita, giunse in Grecia come schiavo, forse ha origini africane, tesi dubbia ma rafforzata dalle sue stesse opere. Infatti proprio alcuni animali che compaiono nelle sue favole erano comuni in Africa, ma non in Europa (sebbene si debba tener presente la diversa distribuzione dell’epoca), e la tradizione orale di molti popoli africani (ma anche dei popoli del Vicino Oriente e dei Persiani) include favole con animali personificati, il cui stile ricorda quello di Esopo. Secondo Erodoto fù ucciso dalla popolazione di Delfi, tra le tante ipotesi si pensa che abbia offeso il popolo con il suo sarcasmo.Le favole di Esopo si possono descrivere come archetipiche, si tratta di componimenti brevi con personaggi rappresentati da animali, con lo scopo di comunicare una morale. Sono così celebri da essere state riutilizzate nei secoli dai più noti autori di fiabe.

cica

La cicala e la formica

 C’era una volta un’allegra cicala che continuava a cantare all’ombra di un albero.Una formica invece faticava sotto il sole caldo dell’estate,trasportando chicchi di grano.Tra una pausa e l’altra del suo canto la cicala si rivolgeva alla formica:”Perché non smetti di lavorare:potresti cantare insieme a me!”La formica instancabile rispondeva:”Non posso! Sto accumulando le provviste per l’inverno, quando farà freddo e non ci sarà niente da mangiare !””L’estate è ancora lunga e c’è tempo per fare provviste.Con questo caldo è impossibile lavorare!”La cicala continuò a cantare per tutta l’estate finché arrivò l’autunno e poi l’inverno. Venne la neve e la cicala si ritrovò infreddolita e senza più nulla da mangiare. Una notte bussò alla porticina della formica:”Apri, apri, sto morendo di fame, dammi qualcosa da mangiare!”gridò, affondando nella neve. La porticina si aprì e la formica si affacciò:”Ti riconosco, tu sei la cicala, che cos’hai fatto durante l’estate mentre io lavoravo?”.”Cantavo…”La formica chiuse la porta: “Hai cantato? Bene, adesso balla!”

Morale: chi nulla mai fa, nulla mai ottiene!

al-lupoAl lupo!Al lupo! 

In un villaggio viveva un pastore che di notte doveva fare la guardia alle pecore. Si divertiva a fare uno scherzo: mentre le altre persone erano a dormire egli cominciava a gridare: “Al lupo, al lupo!” Così tutti si svegliavano e accorrevano per aiutarlo. Ma dopo il pastore burlone rivelava che era stato tutto uno scherzo. Questo scherzo continuò per parecchi giorni, finché una notte il lupo arrivò veramente. Il pastore cominciò a gridare:”Al lupo, al lupo!”. Ma nessuno venne ad aiutarlo perché tutti pensarono che fosse il solito scherzo. Così il lupo si mangiò tutte le pecore.

Morale: Chi mente sempre non è più creduto!

la volpe e l'uvaLa volpe e l’uva

 Un giorno una volpe affamata passò accanto a una vigna e vide alcuni bellissimi grappoli d’uva che pendevano da un pergolato. Bella quell’uva! – esclamò la volpe e spiccò un balzo per cercare di afferrarla, ma non riuscì a raggiungerla, perchè era troppo alta. Saltò ancora e poi ancora e più saltava più le veniva fame.Quando si accorse che tutti i suoi sforzi non servivano a nulla disse: Quell’uva non è ancora matura e acerba non mi piace! – E si allontanò dignitosa, ma con la rabbia nel cuore.

Morale: È facile disprezzare quello che non si può ottenere.

wordpress